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A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE

Il Carnevale è una festa antichissima! Pensa, risale addirittura al mondo greco e romano, ma si afferma solo più tardi, con la nascita della religione cattolica. In Italia abbiamo tante feste tradizionali legate al Carnevale e molte città italiane si contraddistinguono per le loro feste e i loro costumi.

Fin dall’antichità, a Carnevale, è usanza indossare maschere sgargianti di ogni tipo e forma. Questa usanza, infatti, rimanda ai tempi antichi: la maschera, che rendeva i nostri antenati irriconoscibili, permetteva loro di abolire l’ordine precostituito: in questo modo ognuno diventava ciò che voleva essere; non esistevano più obblighi o caste.

Ma adesso basta, unisciti a noi per le feste! Cominciamo a parlare di lingua: “Semel in anno licet insanire” è un antico detto latino che potremmo tradurre con “Una volta all’anno è lecito impazzire”!

E perché non vieni qui da noi, alla Dilit, durante il pazzo periodo di Carnevale?

Perché si chiama “Carnevale”?

La parola "Carnevale" deriva dal latino carnem levare, ovvero "eliminare la carne" poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno del Carnevale (il martedì grasso, ne parleremo tra poco…) prima del periodo di astinenza e digiuno dettato dalla Quaresima durante la quale poi a nessuno era concesso di mangiare carne!

A Carnevale si è soliti dire che “Ogni scherzo vale”. Questo proverbio ha un forte valore linguistico: ci troviamo davanti ad una rima inclusiva (Carnevale con vale), per questo puoi ricordarlo molto facilmente durante il tuo soggiorno a Roma. Il bello è che, proprio perché il Carnevale non è celebrato in un giorno specifico, ma dura abbastanza a lungo, potrai godere dell’ironia e della leggerezza che questo momento dell’anno sa offrire. Soprattutto qui nella nostra fantastica scuola di italiano!

L’italiano ha tante forme e il Carnevale ha tante maschere

Il Carnevale italiano ti offre la possibilità di imparare l’italiano attraverso le maschere. E non solo l’italiano standard, ma l’italiano regionale e dialettale che pure contraddistingue il Bel Paese. Infatti, qui, potrai trovare una maschera tipica per ogni regione italiana.

Attenzione, non parliamo solo di maschere, ma di veri e propri tipi umani, caratterizzati da una lingua precisa, da un modo di fare e di essere tutto suo, da un costume legato alle usanze e ai modi della regione di provenienza. Queste maschere fanno parte dell’enorme patrimonio culturale italiano poiché sono frutto della celebre Commedia dell’Arte.

La più nota è sicuramente Arlecchino, un servo agile e scansafatiche, furbo e decisamente allegro. Ci troviamo al nord, in Lombardia, precisamente a Bergamo. La leggenda narra che Arlecchino fosse il figlio di una donna poverissima, la quale era costretta a mandare il figlio a scuola con abiti pieni di buchi e toppe. Così, un giorno, le altre mamme spinte a compassione, decisero di cucire assieme tutte le toppe, creando così un meraviglioso abito variopinto.

In italiano, oggi, rimane un po’ di Arlecchino mentre parliamo. Infatti il detto “Essere un Arlecchino” significa comportarsi in modo buffo o poco serio. Il personaggio di Arlecchino parla un linguaggio vivace dalla forte inflessione lombarda.

L’antagonista di Arlecchino, anch’essa di Bergamo, è Brighella, un tipo scontroso e bugiardo e disposto a tutto per il suo tornaconto. Balanzone, tipico di Bologna, è un personaggio elegante, colto e raffinato, ma non molto bravo nel suo mestiere. Pantalone è un vecchio mercante squattrinato dal carattere difficile.

Colombina è la maschera femminile più famosa in assoluto ed è la figlia di Pantalone, entrambi simboli di Venezia. È una domestica fedele e molto intelligente, capace di raggirare il burbero padre e il suo seguito.

Gianduia è la maschera preferita dei piemontesi. Il suo nome deriva dall'espressione piemontese “Gioan d'la douja”, cioè "Giovanni del boccale". Da buon italiano, infatti, non è certo il tipo che disdegna un bicchiere di vino!

E come non nominare Pulcinella? Simbolo di Napoli, dal naso gobbo e dalla maschera nera, goffo e giocherellone. Il personaggio di Pulcinella, nelle rappresentazioni teatrali, parla un dialetto napoletano, con toni popolari e ironici. In italiano “fare il Pulcinella” significa fingersi ingenuo. E, ancora, “il segreto di Pulcinella” significa un segreto che, però, tutti conoscono… Un falso segreto, insomma.

Ma adesso arriviamo a noi! Spostiamoci a Roma, dove la Dilit vive da più di 50 anni. Nella capitale, a Febbraio, ti aspetta il Carnevale con la maschera tipica: Rugantino.

“Rugà” in romanesco antico è un comportamento che potremmo definire “arrogante e strafottente”. Rugantino è così, strafottente ma simpatico. Rugantino utilizza molte espressioni tipiche del romanesco che potrai sentire qui, a Roma, per i vicoli caratteristici e antichi, quando verrai a trovarci alla Dilit.

Carnevale, non solo maschere! Ecco un assaggio

Il cibo tipico del Carnevale è per eccellenza fritto e dolce, abbondante e piacevole. I tipici dolci di Carnevale sono le… Frappe! Noi le chiamiamo “frappe” perché siamo a Roma, ma questa deliziosa specialità ha fatto il giro dell’Italia intera e ha cambiato nome a seconda della città in cui ci troviamo. Potrai imbatterti nelle “chiacchiere”, nelle “bugie” o nei “cenci”. Ovunque andrai mangerai, però, delle sfoglie croccanti e sottili, ricoperte di cioccolato o di zucchero a velo.

Ma non penserai mica che sia finita qui, vero? Le castagnole sono delle palline di impasto fritte, ricoperte di zucchero, magari ripiene di crema o ricotta. E poi, ancora, frittelle, pignolata o migliaccio. Anche per quanto riguarda il salato non ci tiriamo di certo indietro… Vieni a trovarci e lo scoprirai!

Dopotutto, il periodo del Carnevale culmina con il tradizionale “Giovedì grasso”, un giovedì appunto, che fin dall’antichità segnava il giorno dei grandi festeggiamenti e che dava avvio al momento più intenso della festa, con banchetti sostanziosi. Il “Martedì grasso”, invece, è l’ultimo giorno di Carnevale, dopo il quale inizierà il periodo della Quaresima (40 giorni di sobrietà e rinuncia, secondo la tradizione cristiana) con il “Mercoledì delle ceneri”.

Giovedì grasso e Martedì grasso 2026

Quest’anno il giovedì grasso cadrà giovedì 12 febbraio 2026, mentre il martedì grasso sarà il 17 febbraio 2026. Pronto a festeggiare con noi alla Dilit? Ti aspettiamo… Non farci scherzi (non valgono proprio tutti tutti, dai!!! ????). Qui il banchetto è pronto, hai preso il tuo bel costume? Noi ti aspettiamo.

Martina D’Errico

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